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GT3, Kevin Siggy vince una gara leggendaria sull'Inferno Verde

L'anno scorso lottarono col coltello tra i denti in qualifica, separati da soli 5 millesimi al termine degli oltre 22km di pista, e in gara diedero vita ad un duello memorabile nei primi due giri, fino a quando alla fine del secondo giro Danilo Santoro riuscì non senza prendersi grossi rischi a scavalcare il leader della corsa Kevin Siggy e alla fine andò a vincere la gara con oltre un minuto di vantaggio, grazie anche ad un paio di errori del pilota del Drive-in Autosport che oltre a due impatti piuttosto violenti contro il muro si prese anche una penalità per eccesso di velocità in pitlane. Quest'anno era naturale aspettarsi la rivincita fra questi due piloti che l'anno scorso avevano dimostrato di essere fenomenali sull' "inferno verde", e il risultato della prima gara (Santoro a podio e Siggy ritirato per problemi al pc) ha fatto si che rispetto all'anno scorso si invertisse anche la situazione delle zavorre, con l' Audi di Santoro appesantita di 30kg rispetto a quella del rivale, mentre l'anno scorso era Kevin Siggy ad avere 40kg in più.

La rivincita fra i due c'è stata eccome, col loro duello che è stato se possibile ancora più bello di quello dello scorso anno, anche e soprattutto perchè non è durato solo per i primi due giri ma letteralmente fino a poche curve dalla bandiera a scacchi, con soli 2,5" a dividerli sul traguardo, che su una pista come il Nordschleife è praticamente nulla. A rendere il tutto ancora più interessante è stato il fatto che stavolta non c'erano solo loro due a contendersi la vittoria, ma nelle prime fasi di gara anche Gabriele Semeraro e Massimo Masetti avevano buone possibilità di lottare per il successo, e se Masetti a poco a poco è calato fino a concludere a oltre 16" dalla vetta, Semeraro è invece incredibilmente rientrato nella lotta proprio all'ultimo giro nonostante un errore nelle fasi iniziali lo avesse fatto sprofondare nelle retrovie: per lui giro record in gara (facendo quasi 4" meglio di chiunque altro!) e terzo gradino del podio a meno di 6" dal vincitore, il che sicuramente aumenta il rammarico per l'errore al primo giro, senza il quale avrebbe avuto tutto per provare a vincere.

Non saranno i 5 millesimi che divisero Siggy da Santoro l'anno scorso, ma i soli due decimi di margine con cui quest'anno Danilo Santoro ha battuto Gabriele Semeraro nelle qualifiche di quest'anno sono un distacco altrettanto impressionante, anche alla luce del fatto che l' Audi di Santoro era zavorrata in virtù del 2° posto ottenuto nella gara precedente e anche perchè Semeraro è un vero specialista del Nordschleife, sul quale ha probabilmente più esperienza di tutti gli altri piloti in griglia. Terzo posto per Massimo Masetti a meno di 8 decimi dalla pole, mentre il quarto miglior tempo (a 1" dalla pole) lo avrebbe ottenuto Amos Laurito, che però è stato costretto a partire dall'ultimo posto per avere utilizzato il tasto "esc" durante la sessione. Il quarto posto in griglia è stato quindi ereditato da Kevin Siggy, dal quale forse ci si aspettava qualcosa di più dato che a differenza di Santoro la sua Audi era priva di peso aggiuntivo, e alla luce anche del fatto che l'anno scorso pur con 40kg in più si qualificò a 5 millesimi dalla pole, anche se poi in gara si è riscattato alla grandissima.

Quinto posto in griglia per Dario Andreoni seguito da Darian Rojnic, mentre il vincitore della gara inaugurale Luigi Di Lorenzo si è qualificato solamente al 10° posto a oltre 4" secondi dalla pole, con l'attenuante di avere il maggior quantitativo di zavorra sulla sua auto rispetto a tutti i piloti in griglia, ma dato che la pole l'ha fatta Danilo Santoro, ovvero il secondo pilota più "appesantito" in assoluto, è chiaro che la zavorra ha influito ma non è stata certo quella a fargli prendere 4" secondi dalla pole. Qualifiche travagliate anche per Luca Franca, che stavolta non ha nè ricevuto penalizzazioni nè è stato chiamato a correre la gara a qualifiche già concluse come accaduto a Monza, ma semplicemente non è riuscito a mettere assieme un giro pulito, un pò come accadde l'anno scorso a Cristian Capece, e ha ottenuto il 23° e ultimo tempo, ma un Luca Franca che parte dalle retrovie significa spettacolo assicurato, sicuramente lui eviterebbe volentieri di dovere ogni volta partire dalle ultime file per i motivi più disparati, ma per gli spettatori le sue rimonte sono uno dei più grandi motivi di interesse, e se ci aggiungiamo che stavolta a partire in ultima fila assieme a lui c'era un simdriver di enorme valore come Amos Laurito, ecco che per certi versi gli occhi degli spettatori erano quasi più puntati sulle ultime file che sulle prime.

Diversamente dallo scorso anno, in cui il regolamento prevedeva la partenza lanciata e per la gara al Nordschleife data la lunghezza della pista era stato deciso che la Safety Car si sarebbe tolta di mezzo poco dopo la fine del "normale" tracciato del  Nurburgring, questa volta la partenza è stata da fermo come in tutte le gare di questo campionato. Data la complessità della pista la partenza assumeva un'importanza decisamente minore rispetto alle altre gare su piste più convenzionali, e all'inizio sembrava che i piloti lo avessero capito, dato che sono stati tutti molto disciplinati e attenti a non commettere errori. Si segnala tuttavia lo strepitoso avvio di gara di Alessio Minelli, partito 11° e già 7° dopo pochi minuti di gara grazie alla scelta di partire con gomme Soft contro le Medie di quasi tutti i suoi avversari, ma grazie anche ad una gestione estremamente giudiziosa ed oculata di queste primissime fasi di gara, approccio che gli ha permesso di trarre vantaggio di ogni minima sbavatura degli avversari senza a sua volta rischiare praticamente nulla. Buono anche l'avvio di Luca Franca e Amos Laurito, risaliti rispettivamente al 17° e 20° posto dopo poco più di quattro minuti di gara.

Nelle prime posizioni Massimo Masetti è partito con grande grinta e si è rapidamente sbarazzato di Gabriele Semeraro dopo cinque curve con un bel sorpasso. Primo giro davvero da incubo per Semeraro, che neanche un minuto dopo aver perso la terza posizione da Masetti è incappato in un errore che lo ha fatto scendere al 6° posto, e pochi istanti dopo è uscito completamente di strada finendo sull'erba e in testacoda, sprofondando addirittura al 13° posto. Dopo le prime curve affrontate in modo cauto e prudente dalla quasi totalità dei piloti, il primo giro si è trasformato in uno spettacolare rodeo, con lotte a dir poco "pazze" che hanno coinvolto quasi mezza griglia, in particolare l'incredibile (e rischiosissimo) sorpasso all'esterno e con due ruote sull'erba di Daian Rojnic su Dario Andreoni per il 4° posto e poi la strenua resistenza dello stesso Andreoni su Gianni Monaco,  ma anche parecchie lotte a centrogruppo e nelle retrovie.

Tutto molto bello e spettacolare, ma quando si guida come un cavallo pazzo su una pista come il Nordschleife (e soprattutto se lo fanno in 10) è solo questione di (poco) tempo prima che si vedano incidenti che nella realtà sarebbero forse anche mortali: il primo incidente "serio" lo ha avuto Gianni Monaco, che ha commesso un errore poco prima del lunghissimo rettilineo che precede il traguardo finendo a muro e scivolando al 13° posto, ma pochi secondi dopo si è verificato il primo incidente "mortale": Fabio Tartaglia aveva una velocità di punta inarrivabile nel rettilineo più lungo, e dopo essersi letteralmente bevuto Di Lorenzo guadagnando l'8° posto, ha cercato lungo lo stesso rettilineo di sverniciare anche Alex Tarantino, ma i due si sono toccati proprio nel punto in cui bisognava iniziare a frenare e sono finiti a velocità folle contro le barriere di protezione, anche se come ben sappiamo su Assetto Corsa anche l'incidente più violento si risolve nella quasi totalità dei casi in danni piuttosto marginali che consentono senza nessun problema se non proprio di continuare come niente fosse almeno di rientrare ai box e riparare la macchina.

Questo è proprio ciò che hanno fatto Tartaglia e Tarantino, ma il rientro ai box di Tartaglia ha causato indirettamente il secondo incidente "mortale" della serata: Giorgio Cornacchia gli era in scia a distanza ravvicinata, ma quando Tartaglia ha giustamente scartato a destra per imboccare la pitlane, Cornacchia si è trovato davanti di colpo il muro che divide la pista dalla pitlane, colpendolo a tutta velocità e ritirandosi dalla gara, sorte che è toccata anche a Tarantino poco dopo essere tornato in pista dopo avere riparato la sua auto.

Per effetto di questi incidenti Semeraro, Franca e Laurito si sono trovati all'inizio del 2° giro rispettivamente all' 8°, 10° e 13° posto, non male vista la posizione di partenza degli ultimi due e l'errore commesso dal pilota del GTWR Carman nelle fasi iniziali. Per quanto riguarda le prime posizioni Danilo Santoro ha tenuto la testa della corsa per tutto il primo stint di gara, sebbene seguito a distanza ravvicinatissima da Massimo Masetti prima e da Kevin Siggy a partire dalla fine del 3° giro, momento in cui il campione in carica ha superato di slancio in rettilineo l'alfiere del Fast & Aged. Dopo un'ottima partenza le gomme Soft di Alessio Minelli lo hanno mollato di colpo all'inizio del 4° giro, costringendolo a percorrere un intero giro del Nordschleife praticamente sui cerchioni, il che gli ha fatto perdere la bellezza di oltre 21" in un solo giro, vanificando così tutto quello che aveva costruito nelle prime fasi di gara.

Alla fine del 5° giro sugli 11 previsti alcuni piloti hanno scelto di effettuare la sosta ai box, con Amos Laurito che è rimasto fuori un giro in più per cercare di guadagnare qualche secondo con la pista libera, ma forse proprio il fatto di trovarsi per la prima volta senza nessun pilota a fargli da tappo lo ha tradito, col risultato che è andato in testacoda senza urtare le barriere ma perdendo oltre 12" e due posizioni "virtuali", scendendo al 12° posto.

Alla fine del 6° giro si sono fermati ai box tutti i piloti che non si erano ancora fermati, fra cui ovviamente i battistrada, tutti tranne Gabriele Semeraro, che è rimasto in pista un giro in più per montare gomme Soft per fare gli ultimi quattro giri tutti all'attacco. Santoro e Siggy erano incollati prima della sosta e incollati sono rimasti anche dopo il pit stop, ma se nel primo stint Kevin Siggy era stato molto attendista e prudente, una volta rientrato in pista ha deciso di rompere gli indugi, sottoponendo Danilo Santoro ad un pressing asfissiante, molto simile a quello che lo stesso Santoro aveva esercitato su di lui nei primi giri della gara dello scorso anno. Il primo vero tentativo di sorpasso è avvenuto alla prima curva dell' 8° giro, punto in cui Siggy ha provato l'attacco all'esterno ma Santoro si è difeso egregiamente con una poderosa staccata all'interno.

Da quel momento in avanti il distacco fra i due non ha mai superato il mezzo secondo, arrivando in certi casi anche sotto i due decimi in punti davvero "pericolosi" dove sarebbe bastata la minima imprecisione di uno dei due per provocare un disastro. Dopo essersi fatto tutto il giro letteralmente francobollato al rivale, Kevin Siggy ha saggiamente deciso di portare l'attacco definitivo nel punto di sorpasso più sicuro, ovvero il lunghissimo rettilineo prima delle ultime due curve, punto in cui se si arriva in scia all'avversario il sorpasso a meno di enormi differenze di carico aerodinamico è praticamente sicuro, e così è stato, col campione in carica che si è portato in prima posizione.

Data la differenza di peso a favore di Kevin Siggy e dato che il campione in carica aveva fatto un giro intero a neanche 2-3 decimi dal rivale prima del sorpasso, l'opinione di quasi tutti gli spettatori e dei telecronisti era che il pilota austriaco sarebbe riuscito facilmente a prendere il largo e staccare Danilo Santoro, un pò come Santoro fece l'anno scorso dopo il sorpasso del 2° giro, quando non diede la minima possibilità di replica al rivale, guadagnando immediatamente un paio di secondi di margine che sono poi via via cresciuti fino a diventare oltre 70 alla fine della corsa. A dispetto delle previsioni invece Danilo Santoro è rimasto incollato a Kevin Siggy praticamente fin sotto la bandiera a scacchi, mollando un pò solo ad una manciata di curve dal traguardo, finendo a 2,5" dal campione in carica.

Dietro di loro un impressionante Gabriele Semeraro è riuscito a far funzionare alla perfezione la sua strategia, e nel suo ultimo stint di quattro giri con le gomme Soft volava letteralmente, inanellando un giro veloce dopo l'altro e dando oltre 4" al giro anche ai due battistrada, che di certo non si sono minimamente risparmiati dati che erano costantemente in lotta per la vittoria. Con un passo gara così devastante ha rapidamente superato il compagno di squadra Darian Rojnic e ha recuperato in un batter d'occhio oltre 8" su Massimo Masetti, bruciandolo senza possibilità di replica nel corso del penultimo giro andando a prendersi il 3° posto.

Quello che però nessuno si aspettava è che Semeraro rientrasse addirittura quasi in lotta per la vittoria, perchè curva dopo curva stava divorando anche il gap che lo separava da Siggy e Santoro, arrivando sotto la bandiera a scacchi a soli 5" dal vincitore e meno di 3 da Santoro, che possono sembrare tanti ma col ritmo al quale stava recuperando avrebbe potuto attaccare i leader già a metà del giro successivo, se non ci fosse stata la bandiera a scacchi e se le gomme Soft avessero retto un altro giro, anche se almeno guardando i tempi sembrava che le sue gomme fossero ancora in buona salute. Alla luce di questo recupero impressionante è davvero tanto il rammarico per l'errore al primo giro che lo ha fatto piombare al 13° posto, che gli è costato certamente molto di più dei 5" che lo hanno diviso dal vincitore sotto la bandiera a scacchi, ma ciò non toglie che la sua prestazione sia stata davvero da togliersi il cappello.

Top five chiusa da Massimo Masetti e Darian Rojnic che nulla hanno potuto per difendersi dalla rimonta furiosa di Semeraro, mentre il vincitore della gara inaugurale Luigi Di Lorenzo si è dovuto accontentare di un 6° posto senza infamia e senza lode, a quasi 40" dalla vetta ma sempre alla larga dai guai. Buono il recupero di Gianni Monaco che dopo l'errore del primo giro è riuscito a recuperare fino al 7° posto finale, davanti a Dario Andreoni, mentre le rimonte spettacolari di Amos Laurito e Luca Franca si sono concluse con rispettivamente un 9° e 10° posto, non senza una bellissima lotta all'arma bianca proprio fra loro due culminata con un sorpasso "cattivo" ma pulito di Laurito alla fine del penultimo giro.

Al netto di eventuali penalità che saranno comminate nei prossimi giorni dalla Direzione Gara, la classifica di campionato vede ora Danilo Santoro in prima posizione con 90 punti e 4 lunghezze di vantaggio su Luigi Di Lorenzo, mentre il campione in carica Kevin Siggy pur avendo vinto questa gara per colpa del ritiro per cause tecniche nella gara di Monza è solamente in ottava piazza a ben -40 dalla vetta e -30 dal 3° posto, distacchi pesantissimi ma forse non del tutto incolmabili se l'alfiere del Drive-in Autosport continuerà ad esprimersi su questi livelli. Nella classifica riservata ai team la prima posizione è attualmente occupata dal Samsung Morningstars Academy con 32 punti di vantaggio sul GTWR Carman, mentre il Drive-in Autosport è 3° ma a ben 84 punti dalla vetta.

La prossima gara si disputerà il 14 febbraio a Road America, una pista "vecchia maniera" (quasi immutata nel suo layout originale dal 1955) lunga ben 6.5km situata nel Wisconsin caratterizzata da 14 curve, numerosi saliscendi e un rettilineo principale molto lungo che offre sicuramente una ghiotta opportunità di effettuare sorpassi. L'appuntamento è per le 21:30 sul nostro canale youtube, con la diretta di qualifiche e gara.

Risultati Qualifche e Gara

Campionato Piloti

Campionato Team

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