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FC1 ES, Turato vince una gara surreale

C'era grande attesa per la gara di apertura di questo campionato FC1 Euro Series, vuoi per la leggendaria F-2004 che è sempre un piacere da guidare per i piloti e da vedere (e sentire) per gli spettatori, vuoi per la presenza di numerosi piloti titolati, o per il fatto che nelle prequalifiche i 26 piloti che sono stati ammessi alla gara erano racchiusi in 1,2" (gap che ad esempio in FC2 a volte sul passo gara a malapena bastava a dividere Cesare Penco dal primo inseguitore), fatto sta che questo campionato era davvero attesissimo e le aspettative su di esso erano veramente alte.

Le qualifiche non avevano affatto disatteso le aspettative, con ben 18 piloti racchiusi in 1" e il pilota qualificato in ultima posizione a solo 1,4" dalla pole, segno che tutti i piloti, dal primo all'ultimo, erano più che degni di correre nella categoria regina. Vorremmo tanto fermarci qui al "visti i tempi delle qualifiche tutti i piloti sono più che degni di correre nella categoria regina", ma purtroppo dopo le qualifiche c'è stata anche una gara, e sin dai primi metri sembrava che, salvo rare eccezioni, alla gara avessero preso parte le controfigure dei piloti che erano sembrati tanto bravi e capaci fino ad una manciata di minuti prima. Escluse come al solito le poche eccezioni, tutto quello che ha fatto la differenza fra arrivare fra i primi ed essere relegato agli ultimi posti già dai primi metri, è stato l'essere o il non essere coinvolti nella carneficina della prima curva e nel vero e proprio attentato terroristico della ripartenza dal regime di Safety Car, dove qualche pilota ha dimostrato che a parte andare forte sul giro singolo non è neanche in grado di stare in fila indiana dietro la vettura di sicurezza senza causare un pandemonio.

Tutte le cose che in teoria dovrebbero essere importanti in una corsa, come la velocità pura, la costanza e la strategia, per parecchi piloti erano già andate a farsi friggere dopo pochi metri di gara, e già dal 4° giro l'unica cosa che separava i primi dagli ultimi era la fortuna di essere sfuggiti all'attentato del restart del 3° giro, tutto ciò che è avvenuto dopo per la quasi totalità dei piloti sarebbe stato completamente diverso senza la vera e propria strage dei primi giri, una cosa inimmaginabile che solo chi ha vissuto in prima persona può capire, perchè neanche chi ha visto la diretta su youtube può aver capito quanto sia stato assurdo quello che è successo, una cosa da far sembrare pulitissime persino le gare sui server pubblici.

Ma torniamo alle cose belle, prima di essere di nuovo costretti a parlare delle cose brutte perchè la gara c'è comunque stata e in un modo o nell'altro bisogna parlarne. Le qualifiche sono state davvero eccitanti, con il vice campione della FC1 World Series Alex Turato che ha ottenuto la pole con una manciata di centesimi di margine su Angelo Trifilio e Cesare Penco, tutti racchiusi in un decimo. Ad un altro decimo di distacco abbiamo i piloti del Vivaio Racing Luca Degano e Gianluca Favorito, davanti al campione FC3 Pietro Schettino.

Allo start Turato è scattato benissimo e ha mantenuto la prima posizione, a già all'uscita della prima curva la fisionomia della gara è stata completamente stravolta, con Degano che ha colpito lievemente Trifilio, ma quel lieve contatto è bastato a mandare il pilota del Fast & Aged in testacoda e poi a fargli prendere il volo sui "panettoni" del cordolo interno e rientrare in pista tagliando la strada ai piloti che stavano sopraggiungendo e costringendo parecchi piloti a buttarsi sulla sabbia per evitare un incidente catastrofico: dopo esattamente 16 secondi di gara la corsa aveva già perso gran parte dei suoi protagonisti, dato che l'incidente ha coinvolto per lo più piloti nelle prime posizioni: oltre a Degano e Trifilio, sono state rovinate anche le gare di Schettino, Onofrio e Di Stefano, tutti precipitati dal 17° posto in giù.

Ovviamente è stata chiamata in pista la Safety Car, e dopo soli 16 secondi di gara la classifica era già stravolta: in testa alla gara Turato e Penco essendo davanti a tutti sono riusciti a scampare all'incidente multiplo, così come Favorito e Cecalupo, mentre in quinta, sesta e settima posizione c'erano Longo, Ottaviani e Comaita, che erano partiti rispettivamente 13°, 15° e 20°. Certo, un incidente di proporzioni non trascurabili, ma fin qui nulla di strano, perchè non è la prima e non sarà certamente l'ultima gara nella quale si verifica un incidente al via, un pilota che sbaglia lievemente la frenata della prima curva a gomme fredde è un episodio che fa chiaramente parte delle corse sia virtuali che reali, ma il peggio doveva ancora arrivare.

Durante il regime di neutralizzazione, con le macchine in fila dietro la Safety Car, sono successi degli incidenti che anche definire assurdi non renderebbe minimamente l'idea, delle vere e proprie "esecuzioni" di piloti che sono stati centrati in pieno e scaraventati fuori pista da altri piloti che arrivavano da dietro a tutta velocità e inspiegabilmente non frenavano se non quando l'impatto era ormai inevitabile, una cosa assolutamente indegna anche per il più amatoriale dei campionati.

Per tutto il regime di neutralizzazione si sono susseguiti piccoli e grandi tamponamenti, fino a quando al momento della ripartenza alla fine del 3° giro c'è stata l'apoteosi, con un vero e proprio "attentato terroristico" di gente che ha deciso di ripartire quando davanti il leader stava ancora procedendo lentamente, col risultato che, senza poterci fare assolutamente niente, numerosi piloti sono stati letteralmente silurati da dietro e sparati contro le barriere, con l'ulteriore beffa che la Safety Car era appena rientrata ai box e da regolamento non può essere impegata più di una volta, col risultato che senza averne nessuna responsabilità questi piloti sono stati costretti a farsi tutto il giro con macchina distrutta, per poi riparare la macchina ai box e ripartire con mezzo giro di svantaggio dal resto del gruppo.... una situazione surreale che sarebbe stata quasi da bandiera rossa, perchè niente di quello che è successo durante il regime di neutralizzazione fa minimamente parte di qualsivoglia forma di sport, reale o virtuale che sia.

Fra i piloti coinvolti e costretti al ritiro nella carneficina del 3° giro spiccano i nomi di Pietro Schettino e Alberto Rubert, mentre là davanti Alex Turato ha sin da subito messo in mostra un passo irragionevolmente più veloce rispetto a chiunque altro, segno che era molto più scarico di carburante e che era quindi su una strategia a due soste, così come Emanuele Di Stefano, che dopo essere stato coinvolto nell'incidente alla prima curva e aver poi guadagnato ben 8 posizioni in un colpo solo passando indenne fra le carcasse delle vittime della strage del 3° giro, ha subito iniziato una serie di sorpassi che lo hanno portato dal 10° al 4° posto nell'arco di 9 giri. Bene anche Angelo Trifilio, che nonostante i danni all'anteriore rimediati durante la ripartenza è riuscito a rientrare nella top ten. Il leggerissimo Alex Turato è entrato ai box già alla fine del 14° giro, ma in soli 11 giri di gara effettivi aveva guadagnato ben 14" su Favorito e Penco, e ben 25" sul quarto classificato Emanuele Di Stefano, e forse se i primi tre giri fossero filati lisci senza neutralizzazioni avrebbe avuto il tempo di guadagnare ancora di più.

Non era tuttavia affatto scontato che l'audace strategia su due soste di Alex Turato avrebbe pagato, perchè effettuare una sosta in più significa dover azzerare il tempo perso nella sosta aggiuntiva in pista, quindi il pilota del GTWR Carman avrebbe dovuto spingere come se fosse in qualifica dal primo all'ultimo giro senza potersi permettere il minimo errore e senza potersi prendere un attimo di respiro, anche perchè il pitstop con questa F-2004 dura ben più dei 3" della F1 moderna, sia perchè il cambio gomme all'epoca era più lento e sia perchè qui c'è anche il carburante da imbarcare, quindi si perdono ben più dei 20" scarsi che si perdono nella F1 di oggi, ma ad esempio la sosta di Turato è durata in tutto ben 36", e li avrebbe dovuti recuperare tutti in pista... certo, è anche vero che in qualsiasi momento della gara avrebbe avuto meno benzina e/o gomme più nuove rispetto agli altri, ma significa comunque girare in media almeno 7-8 decimi più veloce degli inseguitori, cosa tutt'altro che banale a questi livelli.

Simili anche le strategie di Di Stefano e Penco che a differenza di Turato hanno scelto di allungare il primo stint e di accorciare invece gli ultimi due. In mezzo a questi simdrivers su due soste, c'era Favorito che era virtualmente il vero rivale di Turato per la vittoria, perchè Di Stefano per quanto veloce aveva accumulato un distacco incolmabile nella prima parte di gara quando si era ritrovato 18° dopo l'incidente della prima curva, mentre Penco nonostante la strategia più aggressiva è rimasto dietro a Favorito fino alla sua prima sosta, e poi nel corso della gara ha anche commesso qualche sbavatura.

Favorito è stato davvero impeccabile nella gestione delle gomme, riuscendo a far durare le gomme Medie ben 26 giri seppur aiutato in parte dai primi 3 giri sotto neutralizzazione, ma è comunque rimarchevole come nei suoi ultimi giri prima della sosta fosse ancora in grado di girare quasi sugli stessi tempi di Penco, che aveva più carburante ma anche gomme più giovani di ben 18 giri. Dopo la sua sosta Favorito è rientrato in terza posizione subito dietro ad Emanuele Di Stefano e con 16" di ritardo dal leader Alex Turato, che così come lo stesso Di Stefano avrebbe dovuto effettuare un'altra sosta.

Alex Turato è rientrato ai box per la sua seconda e ultima fermata alla fine del 33° giro, non prima di aver portato il suo vantaggio su Favorito a ben 25", guadagnandogli circa 9" in 7 giri. Dopo la sua ultima sosta, Turato è rientrato in pista con soli 5" di ritardo da Favorito: i due a questo punto erano per la prima volta in condizioni in teoria non troppo diverse, perchè non essendoci più in programma altre soste avevano ovviamente lo stesso carico di benzina, e le gomme di Turato erano solamente di 7 giri più nuove rispetto a quelle di Favorito, per cui sulla carta non era così ovvio che Turato avrebbe divorato il suo avversario, anche perchè le gomme Medie tengono benissimo senza quasi nessun segno di usura fino ad un certo punto, per cui i 7 giri di freschezza in più delle gomme del pilota del GTWR Carman in teoria si sarebbero dovuti sentire solo negli ultimi passaggi. Non è invece andata così, perchè anche in questa ultima parte di gara Alex Turato si è dimostrato molto più in palla del rivale, e al 39° giro il distacco fra i due era già sceso sotto il secondo.

Dopo la serie incredibile di episodi surreali che sarebbero vergognosi anche per un demolition derby, questa gara finalmente ci ha regalato anche quello che tutti si sarebbero aspettati dall'inizio, ovvero una bella battaglia fra top drivers che per una volta non si risolvesse con un incidente; Alex Turato non si è limitato semplicemente ad un bel duello, ma ha regalato agli spettatori un vero sorpasso da cineteca, superando Favorito all'esterno della prima curva con una staccata furibonda, con le due auto che non sono venute al contatto per pochissimi centimetri, ma qui una buona fetta di merito va anche a Gianluca Favorito, che si è difeso per quello che era umanamente possibile senza cercare di strafare col risultato di rischiare un disastro, atteggiamento che se tenuto da qualche pilota in più avrebbe prodotto una gara decisamente più pulita. Favorito in ogni caso negli ultimi giri appariva leggermente in difficoltà, tanto che nel finale lo ha raggiunto anche Di Stefano, che però proprio al penultimo giro è andato a sbattere all'uscita della Piratella quando era a poco più di 1" dal rivale e in alcuni giri gli stava mangiando anche più di 2" a giro.

La vittoria va quindi ad Alex Turato, che alla fine è riuscito a staccare Gianluca Favorito di ben 10", mentre Emanuele Di Stefano dopo l'errore al penultimo giro si è dovuto accontentare del gradino più basso del podio, dopo una gara comunque fantastica perchè dopo l'incidente alla prima curva si era trovato ad essere addirittura 18°, ed è stato bravo e fortunato a non rimanere coinvolto nello scempio del 3° giro. Quarto posto per Cesare Penco, che non è riuscito a far fruttare la strategia a due soste e anzi ha concluso a ben 40" dalla vetta, segno che dei circa 36" che si perdono facendo una sosta in più non ne ha recuperato praticamente nessuno col il passo gara che in teoria avrebbe dovuto essere decisamente più rapido rispetto a chi era su una sola sosta. In quinta posizione abbiamo uno dei suoi compagni di squadra del Rivetto Racing Team Andrea Benedetti, con Emilio Longo 6° dopo essere partito 13° ed essere stato prima avvantaggiato dall'incidente al primo giro e poi danneggiato (sebbene non in modo gravissimo) dal caos della ripartenza.

Alle spalle del neo campione FC4 altri due piloti del Rivetto Racing Team, ovvero Alessandro Sciurti e Claudio Cecalupo, con Luca Degano 9° e ultimo fra i piloti a pieni giri e Marco Onofrio che chiude la top ten, davanti ad Angelo Trifilio che dopo essere stato incolpevolmente centrato alla prima curva è caduto in una spirale negativa e non è più riuscito a recuperare, anche per qualche sua sbavatura. In ogni caso sicuramente i giudici di gara avranno parecchi episodi da analizzare, e c'è il rischio che vengano inflitte così tante penalità da rendere i risultati di questa gara carta straccia in ottica campionato, quindi prima di poter fare qualsiasi considerazione in ottica campionato è meglio aspettare l'uscita delle penalità perchè c'è la concreta possibilità che i punteggi possano non riflettere minimamente l'ordine di arrivo effettivo della corsa.

Sperando che questa gara di apertura qui a Imola sia stata solo un tremendo incubo, ci auguriamo già dalla prossima gara a Barcellona di vedere i piloti veri e non le controfigure che qui a Imola hanno evidentemente rapito e sostituito una buona parte dei 26 piloti dopo le qualifiche, per poi disputare la gara al loro posto e combinare quello che hanno combinato, perchè non ci crede nessuno che il livello di correttezza e intelligenza di piloti così veloci sul giro singolo sia realmente questo. La pista sulla quale si correrà la prossima gara è quella sulla quale si è disputato il vero gran premio di Spagna del 2004, ovvero il layout ora denominato "Moto", con il rettilineo opposto leggermente più lungo e la successiva curva Caixa decisamente più rotonda e meno spigolosa, oltre che con l'assenza della chicane RACC, che venne introdotta nel 2007 con l'intento di favorire i sorpassi ma che in 12 edizioni di sorpassi non ne ha prodotto neanche uno.

L'anno scorso la pista spagnola venne usata su AC Italy per il campionato F1 AC 2018 che si corse proprio con la F-2004: ad aggiudicarsi la pole position fu Bruno Compagnone, mentre la gara la stava vincendo Giovanni De Salvo con quasi 4" di vantaggio, ma proprio all'inizio dell'ultimo giro De Salvo è finito fuori pista perchè per sua stessa ammissione voleva siglare anche il giro più veloce, invece il suo errore ha restituito la prima posizione a Compagnone che quindi ha tagliato il traguardo davanti a tutti, mentre De Salvo si è comunque consolato con il titolo arrivato proprio in quella gara. Fra i piloti protagonisti anche dell'edizione di quest'anno spicca Emanuele Di Stefano che concluse sul gradino più basso del podio, poi Claudio Cecalupo che concluse 6° e Pietro Schettino che finì 8°, mentre Lorenzo Galasso non arrivò al traguardo. L'appuntamento è per giovedì 18 aprile sul nostro canale youtube per la diretta di qualifiche e gara.

Risultati Qualifiche e Gara

Campionato Piloti

Classifica Team

Streaming YouTube

 

 


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